Il re dei vini governa un piccolo regno linguistico peculiare che include parole molto usate il cui significato è spesso oscuro

«Grazie per l’invito, ti ho portato uno champagne millesimato». Così potrebbe iniziare una cena un po’ speciale. La regione francese della Champagne è la culla (meravigliosa) della bollicina più nota al mondo, che negli anni ha saputo affermarsi come status symbol della vita agiata e dei momenti di festa speciali.

Ma come spesso accade con i vini, non siamo sempre preparati sulle parole chiave che ci permettono di comprendere questo prodotto d’eccellenza e di conseguenza di parlarne. In occasione dello Champagne Day (qui trovate le iniziative connesse), grazie al Comité Champagne, che riunisce tutti i viticoltori e tutte le maison del re dei vini, ne abbiamo raccolte cinque particolarmente significative. Da millesimato a terroir, passando per i nomi dei formati delle bottiglie, ecco la prima parte (la seconda la trovi qui) di un piccolo glossario che ti permetterà d’ora in poi di fare un figurone a cena con gli amici.

Blanc de blancs e Blanc de noirs 

I vini di Champagne sono ricavati principalmente da tre vitigni: Chardonnay (i cui grappoli sono bianchi), Pinot Noir e Meunier (con grappoli neri).  Gli champagne elaborati esclusivamente con Chardonnay si chiamano Blanc de blancs e presentano aromi delicati, arricchiti da note floreali e agrumate, talvolta minerali. I Blanc de noir sono invece quegli Champagne ottenuti con le uve a bacca nera. Il Pinot Noir conferisce al vino corpo e potenza, il Meunier infonde rotondità.

Terroir

È l’anima della Champagne: la posizione geografica settentrionale, le dure condizioni climatiche, le peculiarità del sottosuolo e il suo impianto sui versanti, lo rendono questo territorio unico e in grado di conferire ai vini che qui si producono la loro tipicità. La superficie che accoglie i vitigni è di 34.000 ettari, ripartita in quattro grandi regioni: la Montagne de Reims, la Vallée de la Marne, la Côte des Blancs e la Côte des Bar.

Millesimato

Questo aggettivo manda spesso in confusione in relazione ai vini in generale. Alcuni sono convinti che sia garanzia automatica di alta qualità, ma non è sempre così. Sta a indicare essenzialmente che il vino in questione appartiene a una sola e unica annata. La scelta di millesimare o meno un vino è determinata dalla volontà di esaltare la pronunciata tipicità di una vendemmia.

Méthode champenoise

Così è chiamato in francese – in italiano usiamo anche il binomio plurilingue metodo champenoise – il metodo utilizzato per la produzione dei vini di Champagne e ha nella seconda fermentazione in bottiglia uno dei suoi tratti distintivi. È regolato da un rigido disciplinare redatto per la prima volta 85 anni fa.

Flaconnages

Sono i formati che per quanto riguarda le bottiglie di Champagne sono ben quindici. Spesso coincidono con nomi biblici: Jeroboam (3 litri, l’equivalente di quattro bottiglie), Mathusalem per il formato da 6 litri, Nabuchodonosor (15 litri). Il formato più diffuso è quello della classica “bouteille” da 0,75 cl o il Magnum che corrisponde a 1,5 litri.

Una risposta a “Da millesimato a terroir, 5 parole per capire lo champagne”

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